Lo dico e lo ripeterò mille volte, perché sembra scontato, ma per molti non lo è:
fare ecommerce è un’attività di impresa a tutti gli effetti e non può essere un hobby, a meno che tu non voglia un hobby così tanto impegnativo e costoso!
E non è nemmeno la scappatoia facile dal tuo lavoro che non ti piace o dai problemi economici, perché per far partire il tuo ecommerce dovrai investire migliaia di euro, se vuoi davvero risultati.
Infatti molti mollano subito dopo aver creato il sito.
Per non parlare di chi pensa di aprire un ecommerce senza la partita IVA. Ancora sui gruppi Facebook ogni tanto trovo domande tipo “Ma per fare ecommerce serve la partita iva?”.
Oppure di chi letteralmente si butta, senza aver fatto un business plan e una buona ricerca di mercato, uno studio sul proprio pubblico target senza avere un’idea concreta di cosa stia facendo, ma sta soltanto improvvisando e provando = sta giocando con il proprio tempo e i propri soldi.
Questo articolo non vuole essere una polemica, ma mostra la cruda realtà dei fatti e di ciò che ho potuto osservare in questi anni da digital marketer, prima come studente e poi come freelance.
Perché molti abbandonano l’ecommerce
Negli ultimi anni l’ecommerce è diventato una moda e un sogno comune.
“Faccio un sito, vendo qualcosa, guadagno online.” Facile. Economico. Autogestito.
Spoiler: è una visione molto distante dalla realtà.
Ci sono dati che parlano da soli: in Italia il tasso di fallimento degli ecommerce nel primo anno di vita è del 90%.
Da quando faccio questo lavoro, mi sono accorta che, soprattutto in Italia, c’è una visione generale sbagliata sull’ecommerce, dove molti pensano che sia una scorciatoia. E questo a qualsiasi età.
Un modo semplice per guadagnare senza troppi rischi o impegni.
Ecommerce vs negozio fisico
Si pensa spesso che aprire un negozio online costi meno che aprire un negozio fisico, perché non devi acquistare un locale o non devi pagare un affitto e i dipendenti, o almeno non subito. Quindi si pensa che uno shop online ha delle spese di apertura basse o nulle.
Niente di più sbagliato, perché in questo pensiero non viene considerato il marketing, che è letteralmente la benzina di un business online.
Se crei il sito e non ti promuovi nessuno sa che esisti, e quindi niente traffico, zero clienti e nessuna vendita.
Ma per promuoverti online, tra posizionarsi su Google, pubblicità a pagamento, social, email marketing, studiare e pagare professionisti, ci vogliono pari investimenti di un negozio fisico o anche di più.
E se inizi a fare un po’ di tutto questo da solo e senza strategia, tirando le somme ti accorgerai che si le ads ti portano vendite, ma quelle vendite non vanno a coprire i costi che sostieni, e quindi il guadagno reale è o negativo (e quindi sei in perdita) o è molto basso.
Dopo la creazione del sito…
Quello che succede subito dopo aver lanciato il proprio sito o ecommerce è quasi sempre lo stesso.
Il sito viene creato. Pubblicato. E poi abbandonato, dopo non molto tempo. Senza contenuti. Senza promozione. Zero strategia.
Molti pensano che basta essere online per iniziare a vendere. Ma non hanno tempo, non hanno budget, non hanno idea di cosa serve davvero, oppure non hanno voglia quando si rendono conto che c’è da lavorare sodo.
In molti dei miei contenuti, sul blog e sui social, ho spiegato che un sito senza marketing è invisibile e non converte (leggi l’articolo), soprattutto se si tratta di un sito che deve vendere online.
Il marketing è il motore di ogni attività, e questo vale soprattutto per gli ecommerce.
Se vuoi aprire un ecommerce senza almeno 10.000 euro da investire (tra creazione e marketing iniziale) sappi che non andrai lontano.
Oppure se troverai il tuo metodo per riuscire devi avere pazienza, impegno costante e tanto tempo. Tempo in cui comunque devi fare marketing organico (es. contenuti non a pagamento sul sito e sui social) > leggi il mio articolo sul Content Marketing.
Ci sono delle eccezioni, quelli che iniziano dalla propria cameretta con 300 euro in tasca o anche meno, ma è puramente fortuna o perché erano già famosi come influencer (come per esempio Martina Strazzer di Amabile), ed è soltanto l’eccezione che conferma la regola! Quindi ti sconsiglio di imitarli o ne rimarrai deluso.
Gli errori più comuni che affossano un business online
Non so cosa sia peggio:
- chi molla tutto dopo aver fatto il sito
- o chi, senza alcuna preparazione, si improvvisa
C’è chi inizia a fare pubblicità a caso, bruciando budget che avrebbe potuto usare per pagare un professionista o chiede aiuto sui gruppi Facebook, pagando chi non fa nemmeno questo di professione.
Altro grande errore, oltre alle ads improvvisate, è pubblicare post sui social senza alcuna strategia, solo per “esserci”, ma senza un piano di crescita studiato a tavolino.
E ancora, tenere il sito in condizioni disastrose, non aggiornato, non usabile e spesso nemmeno a norma di legge (leggi l’articolo sulla normativa GDPR)
Può interessarti anche l’articolo sugli errori che bloccano le vendite del tuo ecommerce.
Un ecommerce è un’impresa a tutti gli effetti.
Avere un business online vuol dire dover fare:
- Strategie di marketing per farsi conoscere, vendere, aumentare le vendite, far fidelizzare i clienti ecc.
- Advertising: campagne pubblicitarie a pagamento in modo professionale e strategico, e senza dipendere da esse come unica soluzione per vendere (perché non lo è)
- Analisi dei dati: tutte le strategie si basano sull’analizzare i dati del tuo sito web, sul traffico, sul comportamento degli utenti, analizzare le metriche dell’attività e delle strategie ecc. L’indice più importante? Il ROI (Return on Investment).
- SEO e contenuti: l’ottimizzazione per i motori di ricerca e una buona strategia SEO (vedi in questo articolo la differenza tra ottimizzazione e strategia) per essere presenti su Google, sono di solito le prime strategie da mettere in atto. Ma se non sei del settore non puoi farlo da solo.
- Branding e comunicazione: fondamentali per essere riconoscibili, distinguersi dai concorrenti e per parlare alle persone giuste.
Tutto questo richiede tempo, costanza, competenze e/o persone giuste al proprio fianco.
Capisci adesso perché l’ecommerce non è un progetto da fare nei ritagli di tempo? Non è un hobby, è un lavoro a tempo pieno e anche moooolto impegnativo.
Se nel tuo lavoro da dipendente lavoravi o lavori 8 ore al giorno, considera che per il tuo ecommerce devi lavorarne almeno 10 o 12 al giorno.
E ovviamente come ogni imprenditore è richiesto dal mercato che tu abbia conoscenze sul business a 360° e inoltre devi essere bravo a scegliere i tuoi collaboratori, perché tutto da solo, anche se ne hai le competenze, non puoi fare.
Cosa succede quando si parte senza strategia?
- Si sprecano soldi
- Si spreca tempo
- E spesso si arriva a pensare che “l’ecommerce non funziona” o “quel professionista mi ha fregato”, “le agenzie rubano soldi” come va molto di moda dire oggi.
Ma il problema non è il mezzo. È l’approccio. E chi parte senza avere una mentalità da Imprenditore.
Vuoi davvero fare ecommerce? Parti da qui:
- Fissa degli obiettivi chiari (leggi il mio articolo sugli obbiettivi SMART)
- Calcola un budget realistico, non solo per creare il sito, ma per farlo funzionare
- Affidati ad un professionista che ti accompagni con una visione d’insieme, come un ecommerce specialist
- Mettici il tuo tempo e la tua energia, non solo la tua idea
Leggi anche questo articolo per avere un quadro generale su cosa serve per far crescere un ecommerce: “Aprire un ecommerce è facile, farlo funzionare no.”
Il mio punto di vista dopo un anno da freelance?
Come tutti i professionisti del mondo credo, preferisco lavorare:
- con chi tratta il proprio ecommerce come un’impresa
- con chi sa che il sito è solo un puntino e nemmeno l’inizio, perché in realtà non si parte dal sito ma dalla strategia di marketing, dalle ricerche di mercato e dal business plan
- con chi vuole fare le cose bene
- con chi ha una mentalità imprenditoriale
- con chi abbia voglia di crescere e fame di successo
Quindi se hai queste caratteristiche possiamo lavorare insieme per sviluppare e far crescere la tua idea di business. Altrimenti non sei il cliente giusto per me.
Ma funziona solo se fai sul serio. E se sei disposto a metterci impegno, costanza e visione.
Il resto è solo tempo (e soldi) buttati.
Un professionista non lavora solo per il compenso
Per concludere questo articolo voglio condividere con te che stai leggendo, un pensiero che ho avuto in questi giorni, e parlandone con altri miei colleghi ho potuto appurare che è un pensiero comune.
Un professionista, del digital marketing o di qualsiasi altro settore, non lavora soltanto per il compenso ma cerca anche un progetto stimolante, la crescita professionale e l’ottenimento di risultati, che servono per dimostrare le proprie competenze e attrarre nuovi clienti.
Ah! E un altro aspetto, extra ma non scontato, è che il cliente per lo meno sia grato del lavoro che fa per lui il professionista, già partendo dal tempo e dalle risorse che impiega per creare un preventivo.
Perché sto notando che è pieno di persone che non dicono neanche grazie, vogliono risultati tutti e subito, come se si fossero rivolti ad un mago, remano contro la crescita della propria attività, per poi lamentarsi ogni giorno che non vendono, fino ad arrivare a dare la colpa al professionista di turno.
Ho imparato a mie spese che un cliente sbagliato costa molto di più che un cliente perso!
Magari di questo te ne parlo in un nuovo articolo, sull’acquisizione dei clienti.